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IL MILLENARIO CASTELLO DI SANT’ALESSIO

ARTE E STORIA

 

INDICE DEGLI ARGOMENTI

 

LA FORTEZZA: dalle origini per ora misteriose al 1413 circa.

Intorno o molto prima  dell’anno mille, sul luogo di un insediamento bizantino-longobardo, furono costruite la cinta muraria e la massiccia torre, rimaste praticamente intatte attraverso i secoli. La cinta muraria quadrata e la torre centrale rieccheggiano l’architettura dei castra romani e le misure corrispondono a unità di superficie romano-longobarde.

 

IL CASTELLO: dal 1413 al 1525.

Nel 1413 il condottiero Franceschino Beccaria acquista o usurpa l'antica fortezza dalla famiglia Canepanova. Nel 1481 Girolamo Beccaria, figlio di Franceschino, trasforma la fortezza in castello, rispettando sostanzialmente la volumetria originale, forse per usarlo come casa di caccia, data la vicinanza del Parco Visconteo. Importanti decorazioni architettoniche e pittoriche abbracciano gli stili romanico, gotico e rinascimentale.

 

L’ASSEDIO E IL RITORNO ALLA VITA CORTESE: dal 1525 al 1650.

Febbraio 1525. Giovanni delle Bande Nere assedia le forze dell’Imperatore Carlo V, acquartierate nel castello di Sant’Alessio, che subisce rilevanti danni ma non è espugnato. Nella notte del 24 febbraio gli spagnoli lasciano il fortilizio e vanno a vincere la Battaglia di Pavia.

Dopo la Battaglia, il castello è restaurato. Riprende la vita cortese.

 

LA VIA FRANCIGENA: dal 1651 al 1796.

Probabilmente nell’ambito di un più vasto programma, che dovette interessare tutto il contado, il castello fu trasformato in ospizio per i pellegrini romei. Affreschi di grande importanza iconografica nella torre ristrutturata.

 

LA DECADENZA: dal 1796 al 1973.

Il castello degradato a stalla, uffici, scuola, granaio.

 

LA RINASCITA: dal 1973.

Restauro e creazione dell’Oasi. Il castello di Sant’Alessio torna parzialmente all’antico splendore e si riappropria di una delle antiche funzioni dei castelli, diventando il centro nevralgico di un’attività di grande rilievo sociale.

 

IL FUTURO: il XXI secolo.

La Fondazione Arte e Civiltà si prepara a riscattare il castello e l’Oasi di Sant’Alessio, attualmente di proprietà di terzi. Ripresa dell’attività di restauro e, rispettando le architetture e lo spirito del luogo, ulteriore miglioramento della capacità di uso da parte dei visitatori.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Marzo 2011 08:53