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LA DECADENZA: dal 1796 al 1973.  Finita o quasi, con l’epoca delle Rivoluzioni e delle conquiste napoleoniche, la tradizione dei pellegrinaggi (quantomeno di quelli fatti a piedi), al nostro castello non rimasero molte funzioni che ne giustificassero una decente manutenzione. Proprietà marginale e imbarazzante di aziende agricole, si trovò a ricoverare greggi, immagazzinare i raccolti, ospitare scuola e uffici comunali. L’angelo protettore dell’architettura e dell’arte, spesso assopito, gli risparmiò il destino che ha massacrato così tanti edifici storici italiani: la proprietà pubblica, che troppe volte stravolge la sostanza dei nostri monumenti con ristrutturazioni devastanti, materiali incongrui, impianti eccessivi, destinazioni d’uso improbabili, sterilizzazione dello spiritus loci[46]. Nel 1940 fu rilasciato un permesso di demolizione, sfidando la classificazione del 1911, che già allora individuava nel castello uno dei più importanti monumenti storici lombardi e che avrebbe dovuto tutelarlo per sempre. Fortunatamente le demolizioni costano e la condanna non fu eseguita.  |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Febbraio 2011 17:59 |




