| la rinascita e il futuro |
|
|
|
|
LA RINASCITA: dal 1973.
Nel 1973 la famiglia Salamon-Turini divenne proprietaria del castello e di qualche ettaro circostante e, sentiti i pareri di Carlo Perogalli, di Adriano Peroni e, naturalmente, della Soprintendenza, intraprese il restauro del monumento e la riqualificazione del territorio (vedi anche la sezione “storia dell’Oasi”). Nel Medioevo i castelli erano centri organizzativi, economici, politici, culturali, oltre che residenza e strumento di difesa. Con la creazione dell’Oasi e l’intensa attività che le sta intorno, Sant’Alessio è tornato non solo alla vita come monumento storico, artistico e architettonico, ma ha recuperato la pienezza del significato sociale che questi edifici avevano nei loro secoli d’oro. E, come nel Medioevo, si è riempito di nemici. L’opera di restauro è tuttora in corso. La proprietà, passata nel frattempo ad altri, sarà presto, si spera, della Fondazione Arte e Civiltà che ha accettato, come propria principale missione, la conservazione del castello di Sant’Alessio e dell’Oasi. La Pubblica Amministrazione non ha mai concorso ai costi di restauro e manutenzione, esigendo, al contrario, rilevanti e ripetuti tributi.
IL FUTURO: il XXI secolo.
La Fondazione Arte e Civiltà, anche con il consistente aiuto della Fondazione CARIPLO, ha intrapreso una campagna di ulteriori restauri. Nel 2009 si è proceduto a interventi soprattutto conservativi (ripristino dei tetti, restauro delle scale interne della torre, rifacimento della scala lignea della corte ecc.) e alla progettazione e pianificazione dei futuri programmi. Saranno restaurate le mura perimetrali, con la parziale messa in evidenza dei merli. La cantina, già adibita a ripostiglio, è ora dotata di una pavimentazione e degli impianti necessari a un suo uso come sala multimediale. Con la riapertura di una porta quattrocentesca, si metterà in comunicazione il salone d’onore con la limonaia, che sarà dotata di servizi igienici e sarà restaurato il salone dell’angolo nordest, realizzando così un complesso che potrà ospitare fino a duecento persone, per convegni e riunioni didattiche. La torre in parte ha già subito e in maggior parte subirà una serie di restauri interni, per renderla adatta a limitate visite guidate. I piccoli danni, soprattutto crepe nei muri, dovuti ai recenti terremoti saranno restaurati mediante tiranti in acciaio. |




